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Trattamento fiscale delle provvigioni e delle indennità di fine rapporto

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Il trattamento fiscale delle provvigioni e delle indennità di fine rapporto

A ) Le provvigioni
Le provvigioni, in quanto fatturate, sono soggette ad IVA nella misura del 20% (con liquidazione mensile o trimestrale a seconda del volume degli affari conclusi dall´agente effettuata tramite l'apposito modello F24) ed a ritenuta d´acconto, nella misura dell´11,5% dell´imponibile provvigionale.
La mandante, come sostituto d´imposta, deve effettuare tale ritenuta, che verserà entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento delle provvigioni (art. 25 bis DPR 600/73).
La ritenuta rappresenta un anticipo sulla tassazione ai fini IRPEF e viene scomputata dall´imposta lorda in sede di dichiarazione dei redditi.

B ) Indennità suppletiva di clientela
L'importo su cui calcolare tale indennità è costituito dal totale delle provvigioni più tutte quelle somme liquidate durante l'anno all'agente stesso ( ad es. rimborso spese ).
L'indennità suppletiva di clientela è esclusa ai fini IVA ex art. 2, co. 3 lett. A) D.P.R. 633/1972, vista la natura risarcitoria dell'indennizzo, non essendo in alcun modo correlata ad una prestazione di servizio e di conseguenza fuori del campo di applicazione dell'IVA per mancanza del requisito oggettivo ( infatti l'art. 1 D.P.R. 633/72 afferma che " l'imposta sul valore aggiunto si applica sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell'esercizio di impresa o nell'esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate " ).
Inoltre la ditta mandante dovrà operare la ritenuta di acconto Irpef del 20% da versare al concessionario della riscossione, trattandosi di reddito soggetto a tassazione separata ( art. 16 TUIR ) nel caso di ditta individuale o società di persone (in base al nuovo testo dell'art. 56 del TUIR in vigore dal 1° gennaio 2004); non dovrà operarsi alcuna ritenuta nel caso di società di capitali, considerando tale reddito come reddito di impresa ( risoluzione del Ministero delle Finanze n. 9/1185 del 23/10/80).

C ) Indennità di mancato preavviso
Va calcolata su tutte le somme erogate dalla ditta mandante all'agente in dipendenza di un rapporto di agenzia.
Anche in questo caso, vista la natura risarcitoria dell'indennità, non viene applicata l'IVA (art. 2, co. 3 lett. A) D. P. R. 633/1972).
Per le ditte individuali e le società di persone (in base al nuovo testo dell'art. 56 del TUIR in vigore dal 1° gennaio 2004 - come recentemente confermato dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 105/E del 27.07.05) essa costituisce reddito soggetto a tassazione separata e quindi occorrerà operare la ritenuta di acconto Irpef del 20%. Inoltre la ditta mandante dovrà rilasciare all'agente una certificazione dalla quale risultino:
- L'importo dell'indennità al lordo della ritenuta;
- L'ammontare della ritenuta;
- Il totale netto corrisposto
Per le società di capitale invece l’indennità di mancato preavviso costituisce reddito di impresa e quindi non dovrà essere operata nessuna ritenuta.
Sull'indennità sostitutiva del preavviso vanno corrisposti i contributi previdenziali Enasarco nei limiti del massimale, ma il periodo non lavorato non è utile ai fini pensionistici. La copertura contributiva, infatti, opera sino alla data di cessazione del rapporto.

D ) Indennità per la risoluzione del rapporto (FIRR)
La base imponibile per il calcolo del FIRR è costituito da tutte le somme liquidate dalla ditta mandante all'agente relativamente al rapporto di agenzia.
Tale indennità è esclusa ai fini IVA ex art. 2, co. 3, lettera A), D. P. R: 633/1972.
Per le ditte individuali e le società di persone (in base al nuovo testo dell'art. 56 del TUIR in vigore dal 1° gennaio 2004 - come recentemente confermato dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 105/E del 27.07.05) la ditta mandante dovrà operare la ritenuta in acconto del 20%, trattandosi di reddito soggetto a tassazione separata, mentre per le società di capitale non dovrà essere operata alcuna ritenuta, trattandosi di reddito di impresa.

E ) Indennità Meritocratica
L’importo su cui calcolare l’indennità meritocratica è dato dalla differenza tra gli importi provvigionali, rivalutati in base agli indici ISTAT, relativi ai primi tre anni di rapporto e gli importi provvigionali relativi agli ultimi tre anni (per rapporti di durata inferiore sono previsti dagli A.E.C. altri parametri di calcolo).
Pur non essendovi precise indicazioni in merito si deve ritenere che anche tale indennità abbia natura risarcitoria e quindi come tale esclusa ai fini IVA ex art. 2, co. 3, lettera A), D. P. R: 633/1972.
La ditta mandante dovrà operare la ritenuta d’acconto del 20% nel caso di pagamento ad agente individuale o che opera sotto forma di società di persone in base al nuovo testo dell'art. 56 del TUIR in vigore dal 1° gennaio 2004).
Nel caso, invece, in cui l'indennità debba essere corrisposta ad agente che opera in forma di società di capitali l'indennità dovrà essere considerata reddito di impresa e quindi soggetta a tassazione ordinaria.

 

 

 
29/04/2009 12:42 pm commenti (0)
Studio Rizzoli

Scadenzario fiscale a cura dell'Agenzia delle Entrate

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